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Le coabitazioni

Obiettivi

  • Promuovere l’auto mutuo aiuto abitativo, portando i principi di sostegno reciproco nelle relazioni quotidiane tra chi condivide uno stesso spazio, per favorire il benessere delle persone e dei contesti in cui vivono.
  • Creare cultura rispetto ai benefici delle coabitazioni solidali
  • Creare spazi di incontro per chi desidera condividere abitazioni in un’ottica di sostegno reciproco: le coabitazioni VIVO.CON offrono l’opportunità di convivere riducendo costi e disagi sia per l’ospite sia per l’ospitante.

I protagonisti

Sono persone disponibili ad ospitare qualcuno nella propria casa (persone che hanno una stanza in più, persone che abitano sole ma vorrebbero condividere la casa con qualcuno, famiglie, coppie) e persone che cercano un alloggio per un determinato periodo di tempo (studenti, lavoratori, care leavers).

Vantaggi

Condividere la quotidianità con un’altra persona porta tanti benefici:

  • la possibilità di sentirsi meno soli
  • risparmiare
  • conoscere meglio l’altro e se stessi
  • scoprire o riscoprire interessi
  • contribuisce all’aumento del proprio benessere

Una casa è più di un tetto

VIVO.CON mette al centro la valorizzazione delle risorse di ogni persona che desidera migliorare la qualità della propria vita attraverso esperienze di coabitazione.
Disporre di un alloggio dignitoso è un punto di partenza essenziale, ma è nelle relazioni che nascono e crescono dentro la casa che si costruisce il vero benessere.

Qual è il percorso per iniziare una coabitazione?

  • Fase di informazione sul progetto

    È il primo contatto con VIVO.CON: uno spazio di accoglienza e orientamento in cui è possibile fare domande, ricevere informazioni sul progetto e svolgere un colloquio individuale per approfondire bisogni, aspettative e motivazioni.

  • Fase di conoscenza reciproca

    Le persone interessate partecipano a incontri di gruppo, momenti formativi e laboratori, pensati per favorire la conoscenza reciproca, il confronto e la costruzione di un clima di fiducia.

  • Fase di scelta reciproca e coabitazione

    Prevede un accompagnamento all’avvio dell’ospitalità, un periodo di prova di coabitazione e la definizione condivisa di un accordo di coabitazione. L’esperienza è sostenuta da un monitoraggio continuo.

Ascolta qualche testimonianza

Ascolta le parole di chi vive ogni giorno questa esperienza condivisa, una scelta di cura reciproca che trasforma la casa in uno spazio di relazione e sostegno.

Attraverso i racconti di Stefania, Ginevra, Monica, Mame e della Famiglia Cadonna, potrai scoprire come l’ospitalità diventa un’occasione concreta di incontro, fiducia e solidarietà.

Domande frequenti

  • Il progetto VIVO.CON è attivo solo a Trento?

    No, è esteso a tutta la Provincia di Trento. Se abiti lontano, puoi comunque contattarci telefonicamente per ricevere informazioni e supporto anche a distanza.

  • Il progetto è a pagamento? Ci sono spese da sostenere?

    La partecipazione al progetto è completamente gratuita, sia per chi ospita sia per chi cerca ospitalità.

    Tuttavia, in caso di coabitazione, l’ospitato partecipa alle spese vive (acqua, luce, gas, rifiuti) e si occupa personalmente del proprio mantenimento (cibo, vestiario, ecc.). Entrambi i partecipanti concordano tali contributi.

  • Posso ospitare se sono da sola/o, in affitto o in ITEA?

    Sì, in VIVO.CON tutti possono ospitare: individui, coppie, famiglie o anziani che vivono da soli.

    Chi vive in affitto o in casa ITEA può partecipare, comunicando però questa condizione per la corretta compilazione dei moduli.

  • È necessario avere una stanza privata per l’ospite?

    Sì, garantiamo sempre privacy all’ospite: serve una stanza dedicata, non è possibile utilizzare divani letto o camerate.

  • Posso scegliere chi ospitare e quante persone?

    Assolutamente: la scelta è condivisa, mediata dalle operatrici, e partecipanti si incontrano e si selezionano reciprocamente.

    È possibile ospitare anche più persone (es. mamme con bambini o coppie), se lo spazio lo consente.

  • Quanto dura l’ospitalità?

    La coabitazione è temporanea e la durata è stabilita nell’Accordo di coabitazione, personalizzato fin dall’inizio.

  • Si può prolungare o ripetere l’esperienza?

    Certo: alla scadenza, ospite e ospitante possono rinnovare l’accordo o l’ospitante può aprire nuovamente la propria disponibilità per altri progetti di coabitazione.

  • Cosa succede se qualcosa va storto?

    Il percorso che porta alla coabitazione si divide in fasi per poter costruire e consolidare la conoscenza e la fiducia reciproca e per poter immaginare, anticipare e prevenire possibili incomprensioni o inconvenienti. Prima dell’avvio si fa un Periodo di Prova.

    Inoltre all’avvio di ogni coabitazione viene stipulato l’Accordo di coabitazione in cui ospitante ed ospitato esplicitano i propri impegni reciproci sia di tipo relazionale che di gestione della quotidianità.

    Questo accordo rappresenta quindi una sorta di “guida” a cui fare riferimento durante tutta la durata della coabitazione e che permette di prevenire alcuni spiacevoli inconvenienti ed affrontare in modo trasparente eventuali problemi.

    In ogni caso, le operatrici di VIVO.CON sono sempre a disposizione per accompagnare i partecipanti anche in eventuali momenti di difficoltà e nella fase finale di conclusione di una coabitazione.

  • Cerco ospitalità: partecipando a questo progetto mi viene garantito un alloggio?

    VIVO.CON rappresenta uno strumento in più per cercare una soluzione abitativa temporanea e per aumentare la propria rete relazionale ma l’adesione al progetto non deve escludere altri canali di ricerca di alloggio.

    È importante comprendere che il cuore del progetto non è l’alloggio in sé bensì la relazione e l’incontro tra le persone.

    In questo senso è indispensabile che i partecipanti siano disponibili a mettersi in gioco dal punto di vista relazionale e condividano che la coabitazione non si costruisce solo sulla disponibilità di spazi ma soprattutto sulla vicinanza e sul rapporto con l’altro.

  • Si può prendere la residenza presso la casa dell’ospitante?

    Non necessariamente.

    Gli accordi di coabitazione sono temporanei, nati per rispondere alle esigenze di chi ha bisogno di essere ospitato per un periodo limitato (ad esempio per motivi di studio o di lavoro) e di chi, invece, ha il piacere di accogliere qualcuno in casa propria per qualche tempo. Il progetto ha l’obiettivo di permettere la costruzione di una relazione di fiducia tra i coabitanti in modo che possano convivere in maniera ottimale aumentando il proprio benessere personale.

    La questione della residenza non è indispensabile al progetto e chi ospita può decidere liberamente, senza alcun vincolo, se concedere o meno la residenza all’ospite presso la propria abitazione.

    In questi casi la residenza può essere la stessa ma lo “stato di famiglia” viene mantenuto separato. È opportuno che esigenze specifiche, come quella del bisogno di spostare la residenza, vengano segnalate alle operatrici fin dall’inizio della conoscenza, in modo che possano accompagnare i partecipanti adeguatamente anche in relazione a questo aspetto.

  • Che cosa si intende per “comunicazione di ospitalità”?

    La comunicazione di ospitalità è prevista dall’art. 7 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n. 286: “Chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, o lo assume per qualsiasi causa alle proprie dipendenze ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani posti sul territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro 48 ore, all’Autorità locale di pubblica sicurezza.

    Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 €.

    La comunicazione è obbligatoria per i cittadini stranieri extra comunitari e va effettuata entro 48 ore dall’inizio dell’ospitalità.

    Ai partecipanti di VIVO.CON suggeriamo di inviare la comunicazione anche per i cittadini italiani e comunitari ospitati temporaneamente presso le loro abitazioni.”

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