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Il valore e l’importanza della delicatezza

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Elisabetta Migliore, operatrice dell’Associazione A.M.A., racconta la sua esperienza di accompagnamento di ragazzi e ragazze socialmente ritirati
 
“Emerge una fragilità, che è spesso riconosciuta dai ragazzi stessi, un sentirsi in difetto rispetto a tutti gli altri. Questi ragazzi vivono un profondo contrasto. In loro si dibatte il desiderio di fare, di movimento, di aprirsi, frenato dalla paura e dalla fatica a vivere secondo i ritmi che il mondo richiede.
 
C’è tanta paura del giudizio altrui perché rispetto ai coetanei, con vite sociali più appaganti, sono ragazzi che si sentono bloccati a entrare in contatto con gli altri, a fare le attività che tutti gli altri fanno.
 
La paura del giudizio è legata anche a un grande senso di vergogna. Evitare di uscire di casa è evitare di confrontarsi con domande che fanno male, a volte poste con una curiosità un po’ superficiale: “Come stai? Che stai facendo in questo momento della tua vita?”. Rispondere “Non sto facendo nulla” è qualcosa che li annienta.
 
Accanto a questa fragilità c’è anche tanta bellezza.
 
Questi giovani sono universi incredibili, appassionati, con spiccate competenze e capacità in ambito creativo e non solo. Sono mondi che aspettano di dischiudersi.
 
Gli incontri con queste ragazze e ragazzi mi hanno fatto riflettere su quanto il mondo dovrebbe essere delicato nell’avvicinarsi alle persone.
 
In ognuno di noi c’è una scintilla, un desiderio di felicità, di stare bene, solo che non tutti abbiamo chiarezza su quali siano i passi da compiere per raggiungerla. C’è bisogno di tempo e ci sono fragilità lungo il sentiero di cui bisogna prendersi cura. Più di tutto c’è bisogno di tatto e gentilezza, specialmente con i giovani.
 
Sì, questi ragazzi mi hanno fatto comprendere il valore della delicatezza.
 
Dietro a una vita può celarsi molta sofferenza ma anche tantissima bellezza e risorse inespresse che hanno bisogno di pazienza per fiorire”

🗣 Elisabetta Migliore, operatrice A.M.A.
 
🔸 In Italia oltre 120.000 giovani scelgono di chiudersi in casa o nella propria stanza. Per aiutare le famiglie del Trentino ad affrontare questo problema abbiamo creato il progetto “Hikikomori – La vita oltre la stanza”.
 
Aiutaci a dare sostegno a questi ragazzi e alle loro famiglie!
 
Con la tua donazione permetti alle famiglie di: ricevere colloqui di ascolto, partecipare a gruppi ama, essere seguite lungo percorsi di sostegno con un’operatrice specializzata
 

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