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Sale gioco distanti dai luoghi sensibili, ha vinto la tutela delle persone più fragili

DAL 12 AGOSTO LA NORMA DIVENTA OPERATIVA

 

Stavolta a vincere sono stati i giocatori e non il banco.

Persone che troppe volte passano dal gioco alla dipendenza rovinando la vita propria e quella dei propri familiari. Era un “gioco pericoloso” quello intrapreso da alcuni consiglieri provinciali che, spinti dagli appelli della lobby dell’azzardo e dei dipendenti delle sale giochi, avevano chiesto di prorogare ulteriormente la legge provinciale n.13 del 2015 che stabilisce la distanza di slot e Vlt ad almeno 300 metri dai luoghi sensibili.

 

L’Associazione Nazionale Gestori gioco di Stato era tornata a ribadire in quarta commissione del Consiglio provinciale di non essere favorevole alla normativa e l’assessore Failoni aveva affermato che la Giunta avrebbe trovato una soluzione in assestamento di bilancio. Proprio in quella sede, infatti, si è “giocata” una partita molto importante, che rischiava di stoppare in extremis gli effetti di una normativa approvata 7 anni fa e che non aveva dispiegato ancora i propri effetti, per i 5 anni previsti dalla legge stessa e i 2 di proroga concessi per far fronte alla crisi economica indotta dal Covid.

Una normativa che era stata approvata dalla Giunta Provinciale all’unanimità: tutte le parti politiche, compresa l’attuale maggioranza, avevano visto la necessità di porre delle limitazioni rispetto al proliferare del gioco d’azzardo in modo incontrollato. Ne era nato un testo riconosciuto a livello nazionale come “modello di buona legislazione da prendere come esempio”. Ma che due emendamenti con le firme dei consiglieri Rossato, Cia, Ambrosi e Leonardi miravano a posticipare di un altro biennio o ad agganciare ad una regolamentazione nazionale che appare di là da venire.

 

A questi tentativi si sono opposte l’Associazione Ama assieme ad altre realtà da sempre sensibili alla materia: Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, ACLI, ANFASS Trentino, Associazione Nazionale Famiglie Numerose, CONAGGA – Coordinamento Nazionale Gruppi Giocatori d’Azzardo, CNCA Trentino Alto Adige, Cooperativa PROGETTO 92, Consultorio Familiare UCIPEM, Famiglie per l’Accoglienza Trentino Alto Adige, Famiglie Nuove e Umanità Nuova – Movimento dei Focolari Trentino Alto Adige e Gruppo ALBORA.

La legge – è stato ricordato in un documento unitario – si propone di tutelare prioritariamente la salute e il benessere dei cittadini dal momento che la dipendenza da gioco è una piaga sociale considerata in tutto e per tutto una malattia (inserita dallo Stato nei LEA -Livelli Assistenziali di Base) che genera disgregazione sociale e costi per la Sanità Pubblica molto alti.

Essa inoltre prevede interventi di prevenzione e cura della dipendenza da gioco con iniziative di formazione in particolare a favore dei giovani, per cui recentemente è stata messa a bilancio una cifra da parte della Giunta; sarebbe stata una beffa, oltre che un danno, per i cittadini prorogare ancora la chiusura dei locali nei pressi dei luoghi sensibili.

 

In aula ha prevalso l’interesse pubblico. Il consiglio provinciale ha accolto (24 sì, 4 no, un astenuto) un ordine del giorno presentato dal Patt che chiedeva di non far slittare ulteriormente la data – il 12 agosto – di entrata in vigore dell’obbligo del distanziamento delle slot dai luoghi sensibili. Anche l’assessora Stefania Segnana si è espressa a favore, “per mettere in atto tutte le misure possibili per contrastare la piaga sociale, economica e sanitaria della ludopatia”. “Il gioco in presenza e il gioco online sono attività che interessano tipologie di persone diverse. Si tratta di mettere al riparo con lo strumento del distanziometro la parte fragile della popolazione”.

 

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